FRANCO BONSIGNORIun'artista che ancora sogna! |
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GALLERIA
Mio progetto
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giovedì, 29 novembre 07 17:41
ASTA DI BENEFICENZA "UOVA D'ARTISTA"
ASTA UOVA D'ARTISTA
16 DICEMBRE 2007
ORE 17,00 ASTA DELLE UOVA D'ARTISTA Il ricavato sarà evoluto ad "AZZURRA" http://www.insiemeperazzurra.com Seguirà un delizioso buffet con degustazione dei vini locali PROGETTO UOVA D'ARTISTA Dall'uovo, elemento ancestrale della storia umana, nasce l'idea benefica dell'Ecomuseo dell'Alabastro. Importanti artisti sono stati chiamati a decorare un uovo di alabastro secondo lo stile preferito. L'asta serve a finanziare o a contribuire a progetti di natura sociale e benefica. Banditore Dott.Roberto Russo Gli artisti saranno presenti GALLERIA GLI ARTISTI CHE FINO AD OGGI HANNO REALIZZATO L'OPERA "UOVO D'ARTISTA" RENATO SPAGNOLI FABRIZIO BRESCHI PAOLO FRANCESCONI SERGIO CANTINI PAOLO NETTO FRANCO BONSIGNORI GIOVANNI BOFFA MARCELA BRACALENTI DANILO VERTICELLI
RAFFAELA MARIA SATERIALE mercoledì, 16 novembre 05 14:33
mercoledì, 16 novembre 05 14:02
MOSTRA A MONTOPOLI IN VAL D'ARNO
Sabato 3 dicembre ore 17.30 "Don Chisciotte e Musica" mostra di pittura di Franco Bonsignori Laura Cini leggerà brani scelti dal Don Chisciotte di Miguel De Cervantes.
Introduzione e saluto dell'On. Paolo Bartolozzi, Vice Presidente del Consiglio Regionale della Toscana.
LIBRO ORIGINALE lunedì, 24 ottobre 05 11:46
FRANCO BONSIGNORI UN VISIONARIO?
Franco Bonsignori un visionario ? Può darsi ' soprattutto perché egli da sempre ha il coraggio di raccontare un affastellarsi di sogni che si concretizzano innanzi ai nostri occhi dopo una certosina preparazione in laboratorio e con una congerie di particolari e di allusioni che rendono l'opera un espediente, uno specchietto per noi povere allodole che volenti o nolenti incominciamo ogni volta un viaggio sempre più lontano e meandriforme. L'omaggio che è stato fatto al Don Chisciotte, il romanzo di Miguel de Cervantes che nel 2005 celebra i quattrocento anni dalla prima edizione, rispecchia un impianto autobiografico. Come Cervantes, che incominciò a scrivere dopo la carriera militare ed innumerevoli peripezie tra cui la schiavitù ad Algeri, anche Bonsignori ha tratto dal proprio quotidiano gli spunti per questa e le altre opere, oggetto del ciclo. I personaggi dei dipinti sono composti di semplici parti meccaniche (Bonsignori era infatti metalmeccanico); riconosciamo carburatori, marmitte, ammortizzatori, che usati sapientemente, rinovellano il legame ininterrotto tra il '600 ed il mondo contemporaneo attraverso il tema della caduta/sconfitta. I silos sulla destra, marchiati ironicamente con le iniziali dell'artista, stabiliscono il rigore prospettico - scandito dal corrispondente Sancho Panza sulla sinistra - e attualizzano il tema del mulino immaginario. Le solide campiture si aprono a spettacolari fasci prospettici di realtà parallele tratte direttamente dal consueto immaginario di Bonsignori. In questo schema che nel complesso risulta stellare (sia nella forma che nei contenuti ideali) l'artista ritrova i suoi temi prediletti (farfalle, globi a settori colorati, petali e virgole tridimensionali) e ce li comunica con una semplicità disarmante. Bonsignori è già da un'altra parte, nel suo mondo etereo ma ci tende una mano per accompagnarci in un'esperienza astratta dalle 'cadute' di tutti i giorni. In questo la composizione complessiva del dipinto rimanda ad un momento topico ma cristallizzato del Don Chisciotte: tutti noi sentiamo di essere stati almeno una volta poveri hidalgo della Mancia, ma adesso non ci spaventa più la possibilità di ritornare ad esserlo. La lezione del maestro (nell'arte e nella vita) Bonsignori è illuminante ed egli non poteva mancare all'appuntamento. A suo modo ha realizzato il mulino della vita, per meglio dire, quella lenta ma appagante aspirazione ad una esistenza conciliante e serena che lo rende, per chi lo conosce, un modello di umanità rispettosa e riservata. Roberto Russo
lunedì, 24 ottobre 05 11:36
DON CHISCIOTTE E MUSICA
IL DON CHISCIOTTE DI FRANCO BONSIGNORI
Il personaggio di Don Chisciotte, l'antieroe folle, vanamente proteso ad inseguire impossibili chimere, creato nel 1605 dalla fervida fantasia di Cervantes, esercita da quattro secoli un fascino costante sugli artisti. Numerose sono state infatti le edizioni illustrate del romanzo così come i disegni e i dipinti che gli sono stati dedicati da grandi nomi della storia dell'arte tra cui Gustave Doré, Honoré Daumier, Pablo Picasso, Salvador Dalì ed altri. In occasione del quarto centenario della prima edizione del Don Chisciotte, anche il pittore livornese Franco Bonsignori rende un personale omaggio al capolavoro di Cervantes, presentando in questa mostra quattro grandi dipinti ispirati alle tragicomiche gesta del prode cavaliere errante, del suo fido scudiero Sancio Panza e del cavallo Ronzinante. Bonsignori riesce a cogliere appieno il carattere antieroico del Don Chisciotte attraverso quella che si presenta come una originale operazione di trasposizione pittorica di una poetica che, sebbene animata da propositi diversi, è vicina nel suo aspetto formale a quella dadaista. I suoi personaggi, assemblati con rottami di vecchie automobili e motociclette, sembrano infatti riproduzioni di veri e propri ready made. Bielle e cilindri, ammortizzatori e marmitte, pedali e tubi di scappamento, sono combinati senza una logica apparente se non quella di dare comunque vita a curiose figure antropomorfe, improbabili automi che non potranno mai funzionare davvero. Ma Don Chisciotte non aveva forse trovato la sua vecchia armatura arrugginita abbandonata in un granaio? E non indossava per elmo la catinella di un barbiere? Ecco allora che l'impossibile funzionamento dei personaggi creati da Bonsignori, fatti di oggetti ormai inutili e desueti, lungi dal voler provocare lo spettatore come avveniva nelle opere dei dadaisti, si propone come metafora della follia del cavaliere e della sua assoluta incapacità alla vita. L'object trouvè, che l'artista riscatta dalla condizione di rottame destinato alla fusione, allude esplicitamente all'ingenuo armamentario donchisciottesco mentre nella stesura pittorica il nitore quasi iperrealista che contraddistingue la descrizione dei personaggi - robot fin nei loro più minuti dettagli anatomici, contrasta con la pura astrazione degli sfondi, quasi a ribadire l'impossibilità di dialogo tra il nobile hidalgo impazzito e la realtà che lo circonda, sfuggente e indecifrabile. In questa mostra Bonsignori presenta anche una serie di quadri dedicati alla musica. Sono ancora i suoi automi dal carattere astrattamente metafisico a dar vita ad immaginari concertini e assolo che non possiamo udire, non tanto perché siamo soltanto davanti a dei quadri, quanto perché, ancora una volta, lo scarto tra fantasia e realtà resta incolmabile. Se l'immaginazione sfrenata di Don Chisciotte animava i mulini a vento, adesso è lo slancio poetico dell'artista a far vibrare gli strumenti musicali nelle mani metalliche dei suoi ineffabili musicanti. Sarà appunto una musica non udibile da orecchio umano, una musica dell'anima.
Livorno, febbraio 2005 Mario Michelucci lunedì, 24 ottobre 05 11:31
FRANCO BONSIGNORI
Franco Bonsignori è nato a Livorno nel 1939 dove risiede e dipinge dal 1954. Ha studiato arte alla Libera Accademia di Livorno, numerose sono le sue personali e collettive come i premi e riconoscimenti. Le sue opere figurano in numerose collezioni.
Lo studio: Franco Bonsignori via delle Tuberose, 3 57100 Livorno tel. 0586 859242 www.artbonsignori.it |
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